Il panorama delle eccellenze italiane si arricchisce ufficialmente di un nuovo prestigioso tassello: il Formaggio di Malga Bellunese ha ottenuto il riconoscimento definitivo di Denominazione di Origine Protetta (DOP) dalla Commissione Europea. Questo traguardo rappresenta l’apice di un percorso durato oltre un decennio, volto a tutelare una pratica agricola che non è solo produzione alimentare, ma vera e propria custodia del territorio montano. La decisione, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, sancisce il legame indissolubile tra le vette delle Dolomiti e un prodotto dalle caratteristiche organolettiche uniche, derivanti esclusivamente da latte vaccino d’alpeggio ottenuto tra i 1000 e i 2300 metri di altitudine.
Il disciplinare di produzione e la tutela della biodiversità
Il disciplinare approvato è estremamente rigoroso e prevede che la caseificazione avvenga direttamente nelle malghe certificate entro un raggio territoriale ben definito della provincia di Belluno. L’alimentazione delle vacche, appartenenti principalmente alle razze Bruna, Grigio Alpina e Pezzata Rossa, deve essere costituita per almeno l’80% da erba fresca di pascolo, ricca di essenze floreali che conferiscono al formaggio quel colore giallo paglierino intenso e quel bouquet aromatico che spazia dal fieno maturo alla frutta secca. Questo riconoscimento non è solo un vessillo di qualità per il consumatore, ma uno strumento economico fondamentale per contrastare l’abbandono delle terre alte, garantendo una remunerazione equa ai giovani allevatori che hanno deciso di investire nella zootecnia di montagna. Esperti del settore sottolineano come il Formaggio di Malga Bellunese possa ora accedere a nuovi mercati internazionali, portando con sé il valore del brand ‘Dolomiti’.
Impatto economico e prospettive per l’export d’alta quota
Le stime iniziali fornite dal Consorzio di Tutela indicano un potenziale produttivo di circa 15.000 forme annue, un numero contenuto che garantisce l’esclusività e l’artigianalità del prodotto. Tuttavia, l’effetto volano della DOP si prevede possa incrementare il valore della produzione del 25% già nel primo biennio. Analizzando i dati di mercato dei prodotti DOP d’alpeggio, emerge una domanda crescente da parte dei mercati del Nord Europa e degli Stati Uniti, dove il consumatore ‘premium’ ricerca storie di sostenibilità e autenticità. La sfida ora sarà quella di integrare la produzione casearia con il turismo gastronomico: la creazione di una ‘Strada del Formaggio di Malga’ è già in fase di progettazione, con l’obiettivo di portare i turisti direttamente nei luoghi di produzione, creando un’economia circolare che sostenga rifugi, trasporti locali e artigianato. In un contesto globale dove la standardizzazione alimentare avanza, la DOP Bellunese si pone come baluardo della biodiversità colturale e culturale italiana.


