La Russia ha annunciato una nuova stretta sulle importazioni di alcolici provenienti dai cosiddetti ‘Paesi ostili’, tra cui figura l’Italia. A partire dal mese di maggio 2026, è previsto un incremento dei dazi che oscillerà tra i 3 e i 5 euro per ogni litro di alcol puro. Questa misura sta destando forte preoccupazione tra gli analisti e gli importatori del settore vitivinicolo.
Le conseguenze per il mercato italiano
L’aumento dei costi alla dogana si tradurrà inevitabilmente in un rialzo dei prezzi al consumo finale. Secondo le prime stime, i brand più popolari potrebbero subire una drastica diminuzione della domanda, favorendo i produttori locali o quelli di nazioni non colpite dalle sanzioni. Gli esperti avvertono che il rischio di un crollo dei volumi per il vino italiano è concreto.
La reazione degli esportatori
Molte aziende italiane, che avevano nella Russia un mercato di riferimento importante per l’export, stanno già valutando strategie di diversificazione. La situazione rimane fluida, ma il timore è che l’instabilità geopolitica continui a erodere i margini di profitto di una filiera già messa alla prova dall’aumento dei costi energetici e delle materie prime.


