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Inflazione Food: la resistenza dei prodotti Premium e DOP nel 2026

Inflazione e cibo: tengono i prodotti DOP e IGP nel 2026. Gli italiani non rinunciano alla qualità nonostante i rincari.

Nonostante le turbolenze economiche e un’inflazione che nel comparto alimentare si è assestata su livelli superiori alla media generale, i prodotti certificati DOP e IGP mostrano una resilienza sorprendente. L’analisi annuale presentata da Italia a Tavola e confermata dai dati ISTAT rivela che, sebbene il volume degli acquisti complessivi sia leggermente calato, il valore del carrello ‘premium’ è cresciuto del 6%. Questo paradosso indica che il consumatore italiano, pur di fronte a rincari, preferisce ridurre la quantità piuttosto che rinunciare alla qualità e alla sicurezza dei prodotti del territorio.

Il cambio di strategie nei consumi domestici

Le famiglie italiane stanno adottando strategie di acquisto più consapevoli: meno sprechi, meno prodotti processati e una maggiore attenzione alle offerte sui prodotti di alta gamma. Il Grana Padano e il Parmigiano Reggiano continuano a essere presenti nelle tavole, ma in formati più piccoli o acquistati con maggiore frequenza per evitare il deterioramento. Un dato interessante riguarda il canale dell’e-commerce alimentare, che per i prodotti DOP ha registrato un incremento del 12% nel primo trimestre del 2026. Molte piccole aziende agricole hanno aperto i propri canali di vendita diretta online, abbattendo i costi di intermediazione e offrendo prezzi più competitivi agli utenti finali.

L’impatto dei costi energetici sulle aziende del food

Se il lato consumo tiene, il lato produzione soffre ancora per l’alto costo dei fattori energetici e delle materie prime per il confezionamento (vetro e carta). Molti consorzi stanno chiedendo interventi strutturali al governo per abbassare l’IVA sui prodotti di prima necessità e sulle eccellenze certificate, considerate un bene comune da tutelare. La tenuta del sistema agroalimentare italiano nel 2026 dipenderà dalla capacità delle imprese di fare rete e di investire in efficienza energetica. Gli esperti prevedono che la polarizzazione dei consumi continuerà: da un lato il discount per la spesa quotidiana di base, dall’altro la bottega specializzata per il ‘lusso accessibile’ del Made in Italy, un equilibrio che riflette le nuove geografie sociali del Paese.

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