Nonostante le piogge primaverili, il bacino del Po continua a soffrire di un deficit idrico strutturale che minaccia seriamente la produzione di riso per la stagione 2026. Per rispondere a questa emergenza, il Ministero dell’Agricoltura ha presentato oggi il ‘Piano Nazionale per la Resilienza Risicola’, un pacchetto di misure urgenti che prevede lo stanziamento di 500 milioni di euro per la modernizzazione dei canali irrigui e lo sviluppo di varietà di riso resistenti alla siccità. Ansa Terra&Gusto riporta che la situazione è particolarmente critica nel Vercellese e nel Novarese, dove i livelli delle falde sono ancora del 20% inferiori alla media storica del decennio precedente.
Nuove varietà e tecniche di semina in asciutta
Una delle soluzioni tecniche su cui si sta puntando con decisione è la ‘semina in asciutta’, una pratica che permette di risparmiare ingenti volumi d’acqua nelle prime fasi di crescita della pianta. Tuttavia, questa tecnica richiede una gestione differente del suolo e una selezione varietale specifica. Centri di ricerca come l’Ente Nazionale Risi stanno lavorando su ibridi che mantengano le qualità organolettiche del Carnaroli e dell’Arborio, ma con un apparato radicale capace di scendere più in profondità per attingere all’umidità del terreno. Gli agricoltori sono preoccupati: la siccità non riduce solo le rese per ettaro, ma aumenta la concentrazione di sali nel terreno, compromettendo la fertilità a lungo termine delle risaie secolari.
Il mercato del riso e l’aumento dei prezzi al consumo
Le implicazioni di mercato sono immediate. Le quotazioni del risone sono già aumentate del 12% nelle ultime settimane, con riflessi che arriveranno sugli scaffali dei supermercati entro l’estate. Gli analisti prevedono che il riso italiano diventerà sempre più un prodotto di nicchia, con una forte spinta verso il segmento biologico e biodinamico per giustificare l’aumento dei costi di produzione. Il Piano Nazionale prevede anche incentivi per la creazione di piccoli bacini di accumulo aziendali, permettendo alle singole imprese di stoccare l’acqua piovana per i periodi di massima emergenza. La resilienza del comparto passerà dunque per una gestione comunitaria della risorsa idrica, superando i vecchi conflitti tra comparti agricoli e idroelettrici.


